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L'ombra che mi fa il verso – De André e le canzoni popolari

Con: Alessio Lega e Gruppo di Canto popolare Voci di Mezzo
Direzione musicale: Angelo PugolottiRocco Marchi

Uno spettacolo che, accostando le più celebri ballate di de André ai canti popolari delle tradizioni regionali italiane, costruisce un labirinto musicale in cui poesia e storie di vita s’intrecciano e si confondono.
Il rapporto fra le canzoni di De André e le ballate popolari è sempre stato strettissimo: dalla rivisitazione del tradizionale francese Il re fa rullare i tamburi alle “ballate dell’omicidio” che riecheggiano La povera rosetta, “Le ragazzine che te la danno/prima la buonasera e poi la mano” di Porta Romana e la “Bambina con le labbra color rugiada” che “basta prendere per la mano” di Via del campo.
Accostando 20 canzoni, di de André e del repertorio popolare, armonizzate da un trattamento musicale inedito, si dipana un viaggio fra radici popolari e poesia degli ultimi.
Le canzoni di lotta delle rivendicazioni contadine e operaie si sposano così alle canzoni del maggio, i pescatori liguri di “Creuza de ma” si affiancano alla musica delle tonnare siciliane, i canti della religiosità contadina fanno da contrappunto ai vangeli apocrifi della “Buona novella“. Gli antieroi che popolano le canzoni di De Andrè incontrano quelli della cultura popolare: La guerra di Piero è la stessa del Pover Luisin di memoria risorgimentale, e ugualmente insensata è la fine che li attende; sul treno che la porta via da Sant’Ilario, Bocca di rosa – simbolo della liberazione femminile caro a molte generazioni – incontra le mondine che tornano a casa cantando “Ti ho amato per quaranta giorni sol per passare un’ora, adesso che è giunta l’ora ti lascio in libertà”. E Il Blasfemo di Spoon River, ucciso da “due guardie bigotte” si vendicherà cantando a denti stretti una “canzone che ammazza li preti”…

Update: nel 2010 abbiamo riproposto lo spettacolo riveduto e corretto, come d’abitudine. Senza Alessio Lega e Rocco Marchi, impegnati in altro, ma con la collaborazione e le percussioni di Jacopo Pellegrini del Mitoka samba, abbiamo scelto una formula più inclusiva, quella della cantata collettiva, alla quale tutti, testi alla mano hanno contribuito con le proprie voci. Anche questa volta le più celebri ballate di de André sono state accostate ai canti popolari delle tradizioni regionali italiane, in un labirinto musicale in cui poesia e storie di vita s’intrecciano e si confondono.



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