Sabato 20 febbraio 2016: laboratorio sui canti polifonici occitani

downloadUn nuovo appuntamento per allargare il repertorio di canti popolari e per esplorare nuove regioni e nuove tradizioni del canto europeo.

Questa volta, sabato 20 febbraio, andiamo nei Pirenei, dalla Guascogna, al Béarn, dal Bigorre e ai Paesi Baschi.

Il laboratorio sarà guidato da tre professionisti della musica polifonica occitana: Muriel Chiaramonti, Régis Latapie e Nicola Bourguétou.

La tradizione vuole che ci si ritrovi regolarmente nelle “canteras”, serate dedicate al canto, dove bevendo vino bianco dolce si esegue pezzo dopo pezzo tutto il repertorio polifonico occitano.

Il canto guascone mal sopporta una sola voce e trova la sua piena espressione nella cupola armonica, nell’incastro perfetto tra una voce portante a cui se ne aggiunge una seconda e poi tutto lo spazio espressivo rimasto viene riempito e completato dalle altre voci. Canti della pastorizia, canti delle feste, canti d’amore attraverso cui cercheremo il suono e l’ambiente delle canteras!

SABATO 20 FEBBRAIO 2016
dalle 11 alle 18 con pranzo compreso nel prezzo (bevande escluse): 35 euro
Circolo Arci Traverso – Trattoria Popolare via Ambrogio Figino 13 Milano

Si consiglia di venire muniti di registratore o di una chiavetta USB sulla quale copiare le tracce studiate.

Domenica 21 febbraio si continua al Castello di Vogogna in Val d’Ossola: un altro laboratorio, sempre sui canti occitani, tenuto da Muriel Chiaromonte. Costa 15 euro e inizia alle 11.30

Per maggiori informazioni e per iscriversi a uno o entrambi i laboratori scrivete a arci.traverso@gmail.com

 

 

 

22 gennaio 2016: si ricomincia cantando per i bimbi di Cernobyl

logoRondineL’Associazione La Rondine di Bollate porta ogni anno in Italia i bambini che vivono nell’area contaminata dalla centrale nucleare di Cernobyl, per dei periodi di vacanza e di disintossicazione. Sono passati trent’anni ma gli effetti sulla salute sono ancora disastrosi.

Per aiutarli a raccogliere fondi per il viaggio, le Voci di mezzo canteranno con tutti i loro gruppi e progetti in una serata dedicata al canto popolare.

Vi aspettiamo il 22 gennaio, venerdì, alle 21 all’Arci Corvetto, sala Ivan Della Mea, via Oglio 21, Milano.

Ingresso a offerta libera, tutto il ricavato andrà all’Associazione La Rondine.

Intanto buon anno!!

12 dicembre 2015: tutti a Carrara cantando… Gorizia!

Il potere del canto: un potere dirompente, spesso dissacrante, di certo molto fastidioso per l’altro potere, quello che quando scrive di sé lo fa con la P maiuscola.

soledad nicolazziUna voce sola, quella di Soledad Nicolazzi, si è alzata il 4 novembre a Carrara durante la “festa” delle Forze Armate. E ha intonato Gorizia, uno dei più potenti canti contro la guerra della tradizione italiana. Un canto che – come già a Spoleto nel 1964 durante lo spettacolo Bella Ciao – anche nel 2015 ha fatto scandalo. Soledad Nicolazzi è stata fermata, portata via e identificata.

Alla voce di Soledad, il 12 dicembre prossimo, uniremo tutte le nostre voci a formare un coro gigante che canterà Gorizia e tutto quello che ci passerà per la testa.

Appuntamento alle 15 in piazza Gramsci a Carrara.

Le Voci di mezzo ci saranno insieme a Giovanna Marini e il coro Inni e Canti di Lotta della Scuola Popolare di Musica di Testaccio, il Circolo Gianni Bosio, il Deposito, il coro Garibaldi d’assalto di Livorno, i cori di Pisa, i Suonatori terra terra, De Soda Sisters, Marco Rovelli, la Lega di Cultura di Piadena, Anna Barile da L’Aquila, Massimo Ferrante, gli Archivi della Resistenza di Fosdinovo, il coro della val d’Ossola, l’Istituto Ernesto de Martino e tutti quelli che ancora stanno dando la loro adesione.

Se il testo di Gorizia non lo ricordate a memoria, eccolo qui

Amerigo Vigliermo e il Centro Etnologico Canavesano

Centro etnologico canavesanoA Bajo Dora, nelle valli del Canavese, c’è un piccolo ma straordinario archivio sul canto e le tradizioni popolari di quella zona: il Centro Etnologico Canavesano. Lo trovate in fondo a via dei ribelli, che si chiama così perché da lì parte il sentiero che i partigiani percorrevano per scappare in montagna.

Il fondatore del Centro è Amerigo Vigliermo, un appassionato ricercatore e cantore del patrimonio popolare, che ci ha ricordato molto il nostro Angelo Pugolotti.

Vi proponiamo una conversazione con Amerigo Vigliermo e Gian Carlo Biglia, raccolta il 24 ottobre 2015 da Cornelia Pelletta, Anna Giansiracusa, Tzvetana Momtcheva, Silvia Giacomini e Nicola Coccia.

La chiacchierata inizia nel cortile del Centro…
da dove parte la storia

Amerigo Vigliermo ha fondato anche un coro, il Coro Bajolese che canta soprattutto i canti della zona
il canto popolare

La spedizione delle Voci di mezzo a Bajo Dora nasce con un obiettivo preciso, sapere qualcosa di più di un canto che abbiamo imparato da poco: I giuvu d’Antraime

Non si smetterebbe più di parlare con Amerigo, soprattutto al caldo della sede del Centro Etnologico, circondati da armadi pieni di nastri e bobine…
ancora sul canto e il sapere popolare

La chiacchierata va avanti sul fatto che il canto popolare è un cultura orale, che si tramanda e perciò si modifica a seconda dei luoghi, delle persone, della situazione. Non c’è nulla di codificato e immutabile, un po’ – dice Amerigo – come quando si risponde a un’intervista: non ci si prepara prima! La conversazione viene interrotta da un canto…
le storie che si tramandano e viaggiano – la sposa morta

 

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    Sono ricominciati, ma potete ancora iscrivervi, i corsi di canto popolare. Ogni martedì all'Arci Corvetto e all'Arci Scighera. Il mercoledì al Giardino blu in via Teodosio.
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